Weekend in
Maxi-Rib
Rotte esclusive tra le Isole Pontine e le Isole Flegree
Con il vento che porta il sale, le isole che si stagliano come gemme sul blu del Tirreno e un Maxi-Rib Magazzù che trasforma ogni miglio in un'esperienza sensoriale irripetibile: questa è la premessa di un weekend che non assomiglia a nessun altro.
Da oltre sessant'anni, i Cantieri Magazzù di Palermo costruiscono quello che molti armatori considerano la forma più pura di libertà nautica. Ogni modello è pensato — e personalizzato — come un abito su misura. Non è una barca. È una visione del mare.
In queste pagine vi portiamo alla scoperta di due tesori del Tirreno: le Isole Pontine, con le loro scogliere tufacee e acque smeraldo, e le Isole Flegree, dove la storia vulcanica del Golfo di Napoli si traduce in paesaggi di irresistibile drammaticità. Per ogni destinazione, il modello Magazzù ideale.
"Un Magazzù non si costruisce soltanto. Si interpreta: ogni Maxi-Rib rispecchia la visione e il gusto raffinato del suo armatore, come in un atelier."
Isole Pontine:
il santuario del Tirreno
Un arcipelago di origine vulcanica disperso nel Tirreno centrale, a metà strada tra Roma e Napoli. Ponza, Palmarola, Ventotene, Zannone e gli isolotti di Gavi e Santo Stefano compongono uno scenario di rara bellezza. Le isole si dividono in due gruppi: attorno a Ponza si trovano Palmarola, Zannone e Gavi; a circa 20 miglia a est si trovano Ventotene con l'adiacente isolotto di Santo Stefano.
Faraglioni di tufo giallo, grotte marine cariche di leggenda, cale inaccessibili via terra che solo un Maxi-Rib può raggiungere. Palmarola, considerata dai navigatori la più bella isola del Mediterraneo centrale, è disabitata e visitabile soltanto via mare: la sua Cattedrale di basalto colonnare — alta decine di metri, scolpita dal vento in millenni — è una delle visioni più memorabili dell'intero Tirreno.
Tappe imperdibili · Isole Pontine
- Palmarola — La Cattedrale di basalto, Cala Brigantino, Cala del Porto: solo via mare
- Ponza — Grotte di Pilato, Chiaia di Luna (parete tufacea di 60 m), Cala dell'Acqua, Cala Feola
- Zannone — Riserva del Parco Nazionale del Circeo, monastero medievale abbandonato in cima all'isola
- Ventotene — Porto romano scavato nel tufo nero, lenticchie rosse DOP, Manifesto di Ventotene
- Santo Stefano — Ex carcere borbonico dove fu confinato Altiero Spinelli, isolotto di fronte a Ventotene
Isole Flegree:
il cuore vulcanico del Golfo
Nate dall'irrequietezza vulcanica dei Campi Flegrei, Ischia, Procida e la piccola Vivara sono le sentinelle del Golfo di Napoli. L'arcipelago prende il nome dall'area geologica che comprende anche la zona di Pozzuoli sul continente, porta naturale di accesso alle isole. Ischia e Procida distano circa quattro miglia l'una dall'altra: la navigazione tra esse è agevole e quasi sempre a vista.
A poche miglia da una delle aree metropolitane più dense d'Europa, offrono un contrasto sbalorditivo: borghi di pescatori dai colori pastello, sorgenti termali che emergono in mare, baie di sabbia vulcanica nera. Procida, Capitale Italiana della Cultura 2022, è la più autentica: il borgo della Corricella — scelto come set de Il Postino di Massimo Troisi — resta uno dei luoghi più fotografati del Mediterraneo.
Tappe imperdibili · Isole Flegree
- Procida · Corricella — Il borgo di pescatori più bello del Golfo, raggiungibile solo via mare o a piedi
- Vivara — Riserva naturale statale, oasi ornitologica, acque eccezionalmente trasparenti
- Ischia · Sant'Angelo — Borgo senza auto, fumarole termali in mare aperto, Spiaggia dei Maronti
- Ischia · Castello Aragonese — La fortezza medievale sull'isolotto, la visione più potente dal mare
- Forio — Giardini La Mortella, chiesa del Soccorso, tramonto sul versante occidentale dell'isola
due collezioni, un'unica visione del mare
La Premium Collection offre produzione di serie con qualità elevata e identità distintiva senza compromessi. La Signature Collection è l'espressione più esclusiva: produzione limitata a slot annuali, dove ogni unità diventa un progetto unico sviluppato insieme al cantiere.
Palmarola & Ponza:
la rotta della bellezza incontaminata
L' MX-13 Gran Coupé è l'espressione più raffinata del design italiano applicato alla nautica: linee pulite, interni personalizzabili, dinamica di crociera che trasforma ogni miglio in un piacere. Il compagno ideale per una fuga a due verso le Pontine, capace di coprire le trenta miglia aperte fino a Palmarola con il conforto di una protezione Coupé senza rinunciare al respiro dell'open.
Si salpa dal porto del Circeo, punta naturale di partenza verso le Pontine. La rotta apre subito verso il largo: circa 30 miglia di Tirreno cristallino, il promontorio che si allontana a babordo. L'MX-13 accelera pianamente fuori dalla bocca del porto, poi i motori aprono la voce.
Prima ancora di Ponza, una sosta irrinunciabile. Disabitata, selvaggia, considerata da molti navigatori la più bella isola del Mediterraneo centrale. Si circumnaviga il versante nord per ammirare La Cattedrale — la parete di basalto colonnare alta decine di metri scolpita dal vento — poi si ancora a Cala Brigantino: acque verde smeraldo, fondali sabbiosi.
Nel piccolo rifugio estivo di Cala del Porto, l'unica macchia di vita su quest'isola fantasma, si trovano pochi coperti in un ristorante scavato nella roccia. Oppure, ancora meglio: si resta a bordo con un cestino preparato a terra. Il silenzio di Palmarola in agosto è il vero lusso.
Sette miglia verso est portano a Ponza. Prima di entrare in porto si costeggia il versante sud-ovest: la parete tufacea bianchissima di Chiaia di Luna, alta sessanta metri, precipita a picco sul mare. Si passa lentamente, motori al minimo, in silenzio.
Ormeggio a Ponza. Le luci del porto, i ristoranti con le lampare, il profumo di aragosta alla moda ponzese. La barca illuminata al pontile fa da fondale cinematografico a una serata che non dimenticherete.
La mattina è dedicata alla circumnavigazione dell'isola. Le Grotte di Pilato (vasche romane per l'allevamento delle murene), la Cala dell'Acqua con le stratificazioni di tufo colorato, i Faraglioni della Madonna riflessi nell'acqua turchese. La rotta di rientro al Circeo chiude il cerchio nel pomeriggio.
"In piena stagione, uscite da Ponza all'alba per raggiungere Palmarola prima delle imbarcazioni da gita. Avrete La Cattedrale tutta per voi, con la luce radente del mattino che trasforma il basalto in oro."
Procida, Vivara e Ischia:
il cuore vulcanico del Golfo
L'M-GT Spider e il fratello maggiore MX-11 Spider sono nati per questo: spazi aperti, aria sul viso, velocità senza compromessi. La loro anima open si sposa perfettamente con un itinerario nelle Flegree, dove le distanze sono brevi ma le sorprese continue. Da Pozzuoli a Ischia sono appena venti miglia, ma ogni miglio racconta una storia diversa.
Il porto di Pozzuoli, antico Puteoli dei Romani, è la porta ideale per l'arcipelago. La linea di costa tra Capo Miseno e Posillipo, con il profilo del Vesuvio sullo sfondo, è già uno spettacolo prima ancora di salire a bordo.
Procida è forse l'isola più autentica del Golfo: dodici chilometri di costa frastagliata, borghi di pescatori con le case gialle, arancio e rosa che sembrano dipinti da Matisse. La visuale sulla Corricella da mare è commovente. Si ancora di fronte, si scende a terra con il tender.
A meno di due miglia da Procida, la piccola Vivara emerge come una mezzaluna verde intenso. Riserva naturale statale e oasi di migrazione ornitologica. Si gira intorno lentamente, motori al minimo: le acque tra Vivara e Procida sono di una trasparenza rara per il Golfo.
Quattro miglia separano Procida da Ischia. Si doppia Punta Imperatore e si scende sul versante sud verso Sant'Angelo, borgo senza automobili. Le sorgenti termali calde sgorgano direttamente in mare nella Spiaggia dei Maronti: un paradosso naturale dove il mare è tiepido nel bel mezzo del Tirreno.
46 km di costa, sei comuni, cinque approdi. Il versante occidentale verso Forio offre le spiagge più belle e il giardino La Mortella. Il versante nord custodisce il Castello Aragonese sull'isolotto: la fortezza medievale vista da mare è qualcosa di senza tempo.
"Arrivate la mattina presto a Corricella, quando i pescatori rientrano e i bar aprono: è l'isola nella sua versione più autentica, prima che i battelli da Napoli portino il turismo di massa."
Dal Circeo a Ventotene:
il grande giro delle Pontine
L'MX-14 Classic è la risposta di Magazzù a chi desidera tutto: spazio in coperta, interni curati, prestazioni da Maxi-Rib. La barca perfetta per un gruppo di amici o una famiglia allargata che vuole percorrere l'intera collana delle Pontine — da Palmarola a Ventotene — senza fretta e senza compromessi. Ampi prendisole, pozzetto generoso, autonomia di crociera.
Si salpa al tramonto da Gaeta. La traversata notturna fino a Ponza (circa 25 miglia) è una delle esperienze più belle che un Maxi-Rib possa offrire: il mare aperto, la Via Lattea sopra la testa, i tubolari che fendono le onde luminescenti. Si arriva in porto all'alba.
Giornata interamente a Ponza: la Cala dell'Acqua con le stratificazioni di tufo colorato, la Cala Feola con le piscine naturali scavate nella roccia a pelo d'acqua. Il pomeriggio si porta la barca verso Cala Fieno, ridosso tranquillo per una sosta lunga.
Zannone è la sorpresa del weekend. Parte del Parco Nazionale del Circeo, disabitata e protetta, custodisce una foresta di lecci e corbezzoli che scende fino al mare. Si sale a terra per un breve trekking fino al monastero medievale abbandonato sulla vetta dell'isola.
Venti miglia separano Ponza da Ventotene. L'antico porto romano interamente scavato nel tufo nero vulcanico è uno dei rarissimi esempi sopravvissuti di architettura portuale latina. Alla sera, seduti ai tavoli di Da Benito con una bottiglia di Falanghina, il silenzio di Ventotene sembra appartenere a un'altra epoca.
Prima di tornare, un giro intorno all'isolotto di Santo Stefano, sede dell'ex carcere borbonico dove Altiero Spinelli scrisse il Manifesto di Ventotene — seme dell'Unione Europea. Rientro a Gaeta nel pomeriggio.
Gastronomia delle Pontine
- Ponza — Aragosta alla ponzese, totani fritti, pasta con le cozze, vino della casa
- Ventotene — Lenticchie rosse DOP (presidio Slow Food), pesce azzurro, limoncello artigianale
- A bordo — Cestino con formaggi locali, pane casereccio, pomodori del Circeo, olive di Gaeta
Da Palmarola a Ischia:
il Grand Tour del Tirreno
L'MX-16 e l'M-16— le nuove ammiraglie di 55 piedi presentate in anteprima mondiale al Cannes Yachting Festival 2024 — nascono proprio per questo. Due cabine con letto matrimoniale, due bagni separati, dinette trasformabile. Disponibili con tre fuoribordo Mercury 600hp (MX-16) o con motori diesel Volvo Penta IPS 800 (M-16). Con questi Maxi-Rib il Grand Tour del Tirreno diventa possibile senza rinunciare a niente.
Si salpa da Anzio all'alba. Le prime trenta miglia sono navigazione aperta: a 40 nodi l'MX-16 e l'M-16 divorano la distanza lasciando una scia bianca sul Tirreno piatto del mattino. Palmarola accoglie con il profilo della Cattedrale che emerge dall'acqua come un organo di pietra.
L'intera giornata a Ponza. Si gira l'isola via mare nel primo mattino — Grotte di Pilato, Chiaia di Luna, faraglioni — poi si ancora in una delle cale interne per pranzo a bordo. La cena in porto chiude la serata.
Ventotene per il porto romano e le lenticchie, poi sosta a Santo Stefano. Nel pomeriggio traversata verso il Golfo: si doppia Capo Miseno a sera con le luci di Pozzuoli e Napoli che si accendono sull'acqua come un presepe rovesciato.
La mattina è per Procida: Corricella, la Chiaiolella, la riserva di Vivara. Il pomeriggio si trasferisce a Ischia, ormeggio a Ischia Porto o all'ancora di fronte al Castello Aragonese. Brindisi sul pozzetto con Napoli e il Vesuvio sullo sfondo.
Ultimo giorno: giro completo di Ischia. Il versante di Forio al mattino, la Spiaggia dei Maronti con le fumarole a pelo d'acqua. Poi la prua verso nord, verso casa, con l'orizzonte che restituisce piano piano la terraferma.
"Con il M-16 a diesel Volvo Penta IPS, i consumi permettono di percorrere l'intera rotta senza rifornimento intermedio mantenendo velocità di crociera intorno ai 30 nodi."
Napoli, Procida, Ischia:
sprint nel Golfo
L'MX-12 Gran Sport non è una barca per i timidi: linee aggressive, motorizzazione al limite, carena che taglia l'acqua come un coltello. La scelta per chi ha una sola giornata e vuole viverla tutta — senza pause non necessarie — coprendo l'intero arco del Golfo di Napoli in un solo respiro. Da Mergellina a Procida, poi Ischia, poi rientro con il tramonto alle spalle.
Il porto di Mergellina è ancora dormiente. Si esce dalla diga e subito il Golfo si apre: a sinistra Posillipo e Nisida, a destra il Vesuvio che fuma nell'alba. Gas aperti, direzione nord-ovest.
Dodici miglia coperte in pochi minuti. Procida dal mare è un'esplosione cromatica. Si entra a Marina Grande, colazione napoletana, poi si risale a bordo e si circumnaviga l'isola per vedere Corricella dall'acqua.
Quattro miglia fino a Ischia. Prima sosta sotto il Castello Aragonese: la fortezza medievale rispecchiata nell'acqua è una delle immagini più potenti del Golfo. Poi circumnavigazione verso sud fino a Sant'Angelo, bagno nelle acque termali dei Maronti.
Borgo senza auto, raggiungibile solo via mare. I ristoranti sul lungomare servono pesce fresco con i piedi sull'acqua. Un'ora di sosta, poi si riprende.
La rotta di rientro segue il versante settentrionale di Ischia, doppia Capo Miseno e rientra nel Golfo con la luce bassa del tardo pomeriggio. Il Vesuvio è dorato. Napoli accende le prime luci. Si entra in porto con il MX-12 Gran Sport che romba ancora, soddisfatto.
del navigatore di lusso
| Aspetto | Isole Pontine | Isole Flegree |
|---|---|---|
| Distanze | 30–50 nm dalla costa laziale | 5–20 nm da Pozzuoli / Napoli |
| Atmosfera | Selvaggia, silenziosa, incontaminata | Vivace, storica, vulcanicamente drammatica |
| Ormeggi | Limitati, prenotazione essenziale in alta stagione | Buona disponibilità, marina ben strutturati |
| Gastronomia | Aragosta ponzese, lenticchie DOP Ventotene, vini locali | Frittura napoletana, terme in mare, limoncello artigianale |
| Modello ideale | MX-13, MX-14, MX-16 | M-GT, MX-11, MX-12 Gran Sport |
Il mare si merita
di essere vissuto bene
C'è chi arriva in rada su un traghetto, con la fila e le valigie. E poi c'è chi arriva su un Magazzù: i motori che tacciono, la barca che plana dolcemente sull'onda residua, il profilo di Palmarola che si avvicina lentamente sullo sfondo di un tramonto che già si tinge di rosso.
Un Maxi-Rib di lusso non è soltanto un mezzo di trasporto più veloce. È un modo di rapportarsi al mare: attivo, diretto, fisico. È la libertà di cambiare cala all'ultimo momento, di raggiungere posti dove i traghetti non arrivano, di scegliere il proprio ritmo e il proprio orizzonte. Magazzù costruisce questa libertà da oltre sessant'anni.
Non resta che scegliere la rotta.






