Travel & Luxury — Weekend in Sardegna
SARDEGNA
Travel & Luxury · Nautica d'eccellenza

Weekend in
Sardegna

Da La Maddalena a Carloforte: rotte esclusive al nord e al sud dell'isola

Cantieri Magazzù
Sardegna Nord
Sardegna Sud
5 itinerari
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La Sardegna è la seconda isola più grande del Mediterraneo. Ma dal mare, sembra un continente intero.

Duemila chilometri di costa. Granito rosa e basalto nero, spiagge di quarzo bianco e lagune di fenicotteri, scogliere a picco sull'abisso e calette invisibili da terra. La Sardegna è tante isole in una, e ognuna di queste richiede un approccio diverso, una barca diversa, un tempo diverso.

Al nord, l'Arcipelago della Maddalena e la Costa Smeralda compongono uno dei più spettacolari sistemi insulari d'Europa: sedici isole di granito rosa dove l'acqua cambia colore ogni cinquanta metri, dalle Bocche di Bonifacio alle spiagge di Budelli. Al sud, un mondo opposto: Cagliari con il suo lungomare urbano, le distese di Chia e di Tuerredda, il Sulcis con Carloforte — enclave ligure in terra sarda — e le miniere d'argento di Porto Flavia a picco sul Mediterraneo.

Un Maxi-Rib Magazzù non sceglie tra nord e sud. Li raccoglie entrambi.

"Il mare della Sardegna è considerato uno dei più belli al mondo. Circondato da poetiche spiagge incontaminate e piccole baie selvagge, offre ai navigatori una libertà assoluta che nessun'altra costa italiana può eguagliare."

Sardegna del Nord:
granito, smeraldo e Bocche di Bonifacio

Il Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena custodisce sedici isole di granito rosa cesellate dal maestrale in millenni: forme zoomorfe, archi naturali, scogli che sembrano sculture. Budelli con la sua leggendaria Spiaggia Rosa — protetta e visibile solo via mare — Spargi con Cala Corsara e i relitti romani sul fondale, Caprera dove Garibaldi scelse di morire contadino, Santa Maria e Razzoli ai bordi delle Bocche. Più a sud, la Costa Smeralda ha trasformato Porto Cervo in una delle destinazioni del jet set internazionale senza però cancellare la bellezza selvaggia che la circonda: il Golfo del Grande Pevero, le spiagge di Liscia Ruja, gli scogli di fronte a Capriccioli.

A est, l'Isola di Tavolara si alza dal mare come una cattedrale di calcare bianco, visibile da ogni punto della baia di Olbia. Attorno, tra San Teodoro e Golfo Aranci, le cale di Cala Brandinchi e Lo Impostu vantano acque di trasparenza oceanica. Il tutto, a distanze che un Maxi-Rib copre in pochi minuti.

Tappe imperdibili · Sardegna del Nord

  • Budelli · Spiaggia Rosa — La spiaggia più famosa del Mediterraneo: sabbia rosa da frammenti di corallo, visibile solo da mare
  • Caprera · Cala Coticcio — La «Tahiti della Sardegna»: acque bicolori dal turchese al blu profondo, accessibile solo via mare
  • Spargi · Cala Corsara — Sabbia bianca su fondale di granito; nelle vicinanze, un relitto di nave romana del I sec. a.C.
  • Porto Cervo · Golfo del Grande Pevero — La baia dei megayacht, con l'isolotto di Li Nibani e il Piccolo Pevero di acque turchesi
  • Tavolara — La montagna calcarea che sorge dal mare; il piccolo regno privato con il cimitero dei re; fondali per immersioni d'eccellenza
  • Passo della Moneta — Lo stretto canale tra La Maddalena e Caprera: acque cristalline, correnti leggere, paesaggio irreale

Sardegna del Sud:
dune, fenicotteri e Sulcis minerario

Il sud della Sardegna è un mondo opposto al nord per morfologia, atmosfera e persino per il colore del mare. La costa meridionale scende da Cagliari verso ovest con spiagge di sabbia finissima alternate a scogliere calcaree, lagune con i fenicotteri rosa, torri spagnole del Seicento che punteggiano ogni promontorio. Chia è il punto di arrivo dei sogni: le dune alte che scendono sul mare, la torre aragonese che sorveglia il tramonto, le acque di Su Giudeu che cambiano colore con il vento.

Più a ovest, dopo Capo Teulada — il punto più meridionale della Sardegna — si entra nell'arcipelago del Sulcis: Sant'Antioco, la più grande isola della Sardegna dopo quella principale, e San Pietro con Carloforte, il borgo ligure fondato dai pescatori di corallo di Pegli nel 1738. Qui si parla ancora il dialetto tabarchino, si mangia il tonno alla carlofortina e si beve il Carignano del Sulcis. Più a nord, la Costa Verde custodisce Porto Flavia — la galleria mineraria scavata a picco sul mare — e il Pan di Zucchero, il faraglione bianco che emerge dal Mediterraneo come un dente di gigante.

Tappe imperdibili · Sardegna del Sud

  • Chia · Su Giudeu — La spiaggia più spettacolare del sud: dune altissime, stagno con fenicotteri, acque di colore impossibile
  • Tuerredda — La piscina naturale turchese di fronte all'isolotto, raggiungibile solo via mare o con una lunga discesa a piedi
  • Carloforte · Isola di San Pietro — Il borgo ligure in Sardegna: carruggi, pasta al pesto di tonno, Carignano del Sulcis, faraglioni delle Colonne
  • Porto Flavia — La galleria mineraria a picco sul mare costruita nel 1924; una delle opere ingegneristiche più audaci d'Italia
  • Pan di Zucchero — Il faraglione più alto del Mediterraneo dopo il Faraglione di Capri: 73 metri di calcare bianco, grotte marine, fondali leggendari
  • Porto Pino — Le dune bianche di sabbia e pino d'Aleppo; il piccolo porto di pescatori raggiungibile solo via mare o via duna
La flotta:
ogni costa ha il suo Magazzù
MX-11 Spider
Premium Collection
Open totale: ideale per le calette ravvicinate dell'arcipelago della Maddalena, distanze brevi, massima libertà.
MX-12 Gran Sport
Premium Collection
Per chi vuole divorare la traversata da Palau a Budelli e tornare a Portisco prima del tramonto.
MX-13 Gran Coupé
Signature Collection
Il coupé per la Costa Smeralda: protezione dal maestrale, eleganza da Porto Cervo, anima open.
MX-14 Classic
Signature Collection
Spazi per il gruppo, coperta generosa. Per il grand tour del sud da Cagliari a Carloforte senza rinunce.
MX-15 Gran Coupé
Signature Collection
Il nuovo modello che unisce autonomia del MX-14 e dinamica del MX-13. La scelta per navigatori esigenti.
MX-16 / M-16
Signature Collection
55 piedi, due cabine matrimoniali: l'ammiraglia per il giro completo della Sardegna senza mai toccare terra.

Al nord, le distanze ravvicinate tra le isole dell'arcipelago privilegiano i modelli della Premium Collection, agili e veloci tra scoglio e scoglio. Al sud, la navigazione di costa richiede autonomia e comfort: i modelli Signature garantiscono la serenità delle traversate più lunghe, da Cagliari a Carloforte e oltre.

I

Sardegna del Nord

Arcipelago della Maddalena · Costa Smeralda · Tavolara

La Maddalena, Budelli e Spargi:
il cuore dell'arcipelago

L'MX-11 Spider è la barca dell'arcipelago: le sedici isole della Maddalena distano poche miglia l'una dall'altra, i canali tra gli scogli richiedono manovrabilità più che autonomia, e la configurazione open permette di vivere ogni caletta come una piscina privata. Da Palau, a cinque minuti di navigazione, l'arcipelago si apre come un libro di fiabe.

ModelloMX-11 Spider
Durata1–2 giorni
PartenzaPalau / Cannigione
Miglia totali~45 mg
SpiritoScoperta, natura
Giorno 1 · 08:30 Palau — partenza verso il Parco Nazionale

Si salpa dal porto di Palau, di fronte alla Roccia dell'Orso, il monolite di granito che il maestrale ha scolpito in secoli di vento nel simbolo della Gallura. L'uscita verso La Maddalena avviene attraverso il Passo della Moneta: il canale tra l'isola principale e Caprera, dove l'acqua è così chiara da vedere il fondale a sei metri di profondità.

Giorno 1 · 09:30 La Maddalena — Cala Spalmatore e Bassa Trinità

Si circumnaviga il versante occidentale dell'isola. Cala Spalmatore è la più riparata dal maestrale: acque calme, fondo di sabbia bianca, macchia mediterranea che scende fino all'acqua. Poi Bassa Trinità, la spiaggia icona dell'isola: sabbia bianca come polvere, acque colore acquamarina, silenzio rotto soltanto dai gabbiani.

Giorno 1 · 11:00 Spargi — Cala Corsara e il relitto romano

Spargi è la terza isola per dimensioni, la prima per sorprese subacquee. Cala Corsara accoglie con sabbia bianca e acqua verde smeraldo in una cala raccolta tra gli scogli di granito. Poco al largo, il relitto romano del I secolo a.C. giace a trenta metri di profondità con le anfore ancora allineate sul fondo. Visibile con maschera e pinne nelle prime ore del mattino, quando l'acqua è più limpida.

Giorno 1 · 13:00 Budelli — la Spiaggia Rosa

Budelli è la meta più ambita dell'intero Mediterraneo settentrionale. La Spiaggia Rosa — la sua sabbia colorata di rosa dai frammenti di Miliolidae, un foraminifero marino — è protetta e non calpestabile. Si ancora di fronte, si osserva da bordo o con la maschera, e si capisce perché Folco Quilici la definì «la spiaggia più bella del mondo».

Giorno 1 · 15:30 Santa Maria e Razzoli — le sentinelle delle Bocche

Santa Maria e Razzoli sono le isole più settentrionali dell'arcipelago: guardano verso la Corsica e le Bocche di Bonifacio. Le loro coste di granito rosa entrano nelle acque turchesi creando contrasti di colore che sembrano filtrati in digitale. Si ancora nel canale tra le due isole, si nuota, si aspetta il tramonto. Pochi luoghi al mondo offrono questa combinazione.

Giorno 2 Caprera — Cala Coticcio e i Due Mari

Il secondo giorno è per Caprera, l'isola di Garibaldi. Cala Coticcio — la «Tahiti della Sardegna» — è raggiungibile solo via mare: uno stretto varco tra gli scogli apre su una piscina naturale dove l'acqua è turchese brillante da un lato e blu profondo dall'altro, quasi la linea di separazione fosse disegnata da un architetto. Si torna a Palau nel pomeriggio con la coscienza di aver vissuto qualcosa di irripetibile.

"Budelli fu acquistata nel 1994 da un neozelandese con 3 miliardi di lire. Nel 2016 il Parco Nazionale la riacquistò e la riaprì a navigatori e sub. La Spiaggia Rosa è di tutti — ma si vede solo da mare."

Costa Smeralda, Porto Cervo e Tavolara:
il jet set e l'isola-montagna

L'MX-13 Gran Coupé vive a suo agio tra Porto Cervo e Tavolara: abbastanza elegante per l'ormeggio in Costa Smeralda, abbastanza performante per la navigazione aperta verso l'isola-montagna che domina il golfo di Olbia. La protezione del coupé è preziosa quando il maestrale porta i 20 nodi tipici di questi tratti di costa.

ModelloMX-13 Gran Coupé
Durata2 giorni
PartenzaPorto Cervo / Portisco
Miglia totali~70 mg
SpiritoLusso, mondano
Sabato mattina Porto Cervo — il porto del jet set

Porto Cervo, progettato negli anni Sessanta dall'Aga Khan IV come modello di urbanistica mediterranea, è ancora oggi uno dei porti più esclusivi al mondo: le terrazze bianche, le boutique di lusso, lo Yacht Club Costa Smeralda. Si salpa con la soddisfazione di chi sa che, a poche miglia, il mare è identico a quello dei traghetti, ma tutto il resto non lo è.

Sabato mattina Golfo del Grande Pevero e Piccolo Pevero

A sud di Porto Cervo, il Golfo del Grande Pevero è una baia enorme dove i megayacht trovano rifugio. Il Piccolo Pevero, stretto e protetto, ha acque turchesi straordinariamente limpide contornate da scogli granitici. L'isolotto di Li Nibani — «i gabbiani» in gallurese — è sormontato da una colonia rumorosa e colorata.

Sabato pomeriggio Liscia Ruja e Capriccioli

Il versante sud-est della Costa Smeralda nasconde le spiagge più belle: Liscia Ruja, con la sua sabbia fine e rossa di quarzo, e Capriccioli con le tre cale separate dagli scogli. Si naviga lentamente, si fotografa, si scende a fare il bagno. La luce del pomeriggio sulla roccia di granito rosa è tra le più fotogeniche del Mediterraneo.

Domenica mattina Traversata verso Tavolara

Da Portisco si punta verso est: quindici miglia di navigazione aperta conducono alla base di Tavolara, la montagna calcolare bianca che si alza per 565 metri dal livello del mare. L'isola è uno dei siti di immersione più spettacolari del Mediterraneo centrale: il fondale scende verticalmente fino a ottanta metri, le gorgonie rosse tappezzano le pareti.

Domenica · 11:00 Tavolara — il piccolo regno

Tavolara è tecnicamente un regno privato: nel 1836 Carlo Alberto di Savoia incontrò il pastore Paolo Bertoleoni e lo riconobbe Re dell'isola. I discendenti della famiglia esistono ancora. Si ancora nella piccola ansa sul versante sud, si scende a terra al bar-ristorante dei Bertoleoni, si beve un Mirto con gli eredi del re più piccolo del mondo. Si torna a Portisco nel pomeriggio.

"La Costa Smeralda prende il nome dal colore del mare. Ma quel colore cambia ogni ora del giorno e ogni stagione dell'anno — e lo si capisce davvero solo su una barca, a mezz'ora dai pontili."
II

Sardegna del Sud

Golfo degli Angeli · Sulcis · Carloforte · Costa Verde

Cagliari, Chia e Tuerredda:
le spiagge impossibili del sud-ovest

L'MX-12 Gran Sport apre la navigazione sul Golfo degli Angeli con la stessa determinazione con cui si attacca una pista da sci: Cagliari scompare rapidamente alle spalle e le spiagge del sud-ovest arrivano una dopo l'altra come le stazioni di un rosario di meraviglie. Chia, Tuerredda, Capo Malfatano: ognuna è la più bella del mondo, fino alla successiva.

ModelloMX-12 Gran Sport
Durata1–2 giorni
PartenzaCagliari
Miglia totali~50 mg
SpiritoAdrenalina, scoperta
Giorno 1 · 08:00 Cagliari — il Golfo degli Angeli

Si salpa dal porto di Cagliari con il profilo del Castello medievale che si allontana alle spalle. Il Golfo degli Angeli si apre verso ovest: a sinistra lo Stagno di Molentargius con i fenicotteri rosa visibili dalla barca, a destra la Spiaggia del Poetto — otto chilometri di sabbia bianca fine — che finisce a Capo Sant'Elia. Si accelera verso il largo.

Giorno 1 · 09:30 Nora e Santa Margherita di Pula

La prima sosta è davanti a Nora: l'unica città fenicio-punica-romana ancora in situ sulla costa sarda, con i resti del teatro, le terme e il foro che emergono dal promontorio e in parte sono sommersi dal mare. Si ancora di fronte, si scende a terra, si cammina tra le colonne di duemila anni fa con il rumore del surf sullo sfondo. Santa Margherita di Pula accoglie con una delle più lunghe spiagge del sud.

Giorno 1 · 11:30 Chia — Su Giudeu e le dune

Chia è la destinazione icona del sud sardo. Su Giudeu — «dell'acqua dolce» — è la spiaggia più famosa: la laguna alle spalle con i fenicotteri rosa, le dune altissime di sabbia bianca sorrette dai ginepri, l'acqua che cambia dal verde al turchese al blu nel giro di duecento metri. La torre aragonese che domina il promontorio completa un panorama che sembra inventato da un regista.

Giorno 1 · 14:00 Capo Spartivento e Tuerredda

Doppiato Capo Spartivento — la scenografica scogliera a picco sul mare — si raggiunge Tuerredda: la piscina naturale turchese con l'isolotto di fronte accessibile solo via mare o con una discesa a piedi di trenta minuti su un sentiero di roccia. L'acqua è quella di un laguna tropicale. Si ancora, si nuota, si resta. Non c'è bar, non c'è affitto lettini: c'è solo il mare.

Giorno 2 Capo Malfatano — il fiordo del sud

Il secondo giorno inizia con Capo Malfatano: a nord del capo, un piccolo fiordo naturale riparato dal maestrale offre un ancoraggio protetto con acque di acquamarina e pini d'Aleppo che scendono sull'acqua. È uno dei posti più belli e meno frequentati del Mediterraneo meridionale. Si rientra a Cagliari nel pomeriggio.

"La zona tra Capo Malfatano e Capo Teulada include un'area del poligono NATO che preserva la balneazione e mantiene la costa in uno stato di incontaminata bellezza: paradossalmente, la presenza militare l'ha salvata."

Sant'Antioco, Carloforte e il Pan di Zucchero:
il Sulcis dei navigatori

L'MX-14 Classic è la barca del Sulcis: spazio per il gruppo, coperta ampia per le lunghe soste alle ancora, autonomia per esplorare il periplo completo di San Pietro e arrivare fino al Pan di Zucchero e a Porto Flavia. Questo itinerario è tra i più ricchi dell'intera Sardegna in termini di diversità: isole, borghi, storia mineraria, gastronomia d'eccellenza.

ModelloMX-14 Classic
DurataWeekend lungo
PartenzaSant'Antioco
Miglia totali~100 mg
SpiritoStoria, sapori, mare
Venerdì sera Sant'Antioco — il porto e la città fenicia

Si parte dal porticciolo turistico di Sant'Antioco, l'isola collegata alla Sardegna da un istmo millenario costruito dai Fenici sul fondale delle acque. Il centro storico conserva le tracce di Sulcis — la colonia fenicia del IX secolo a.C. — e il tophet, il cimitero delle urne votive più grande del Mediterraneo occidentale. Si cena a terra, poi si dorme a bordo nella rada protetta.

Sabato mattina San Pietro — circumnavigazione e le Colonne

Dieci miglia da Sant'Antioco portano a San Pietro. Si circumnaviga l'isola in senso orario: sul versante meridionale, Punta delle Colonne presenta due faraglioni antropomorfi che emergono dal mare come monoliti dell'isola di Pasqua. La Bobba, Cala Mezzaluna, Capo Sandalo con il suo faro solitario: ogni angolo è un fondale cinematografico.

Sabato mezzogiorno Carloforte — il tonno e i carruggi liguri

Carloforte è il porto di San Pietro: case pastello, carruggi che profumano di pesto ligure, dialetto tabarchino che suona come genovese del Settecento. Il ristorante Al Tonno di Corsa è una pietra miliare della gastronomia sarda: tonno alla carlofortina, bottarga fresca, pasta con il mosciame. Si beve il Carignano del Sulcis, il vino più antico della Sardegna.

Sabato pomeriggio Porto Pino — le dune bianche

Si naviga verso est fino a Porto Pino: la baia si estende per sei chilometri di sabbia bianca sormontata da dune altissime di pino d'Aleppo. Il piccolo porto di pescatori è raggiungibile solo via mare. Si ancora, si passeggia sulle dune, si torna a bordo al tramonto mentre il cielo si tinge di rosso sul Mediterraneo.

Domenica Pan di Zucchero e Porto Flavia

L'ultima giornata è la più spettacolare. Il Pan di Zucchero — 73 metri di calcare bianco che emerge dal mare come una cattedrale — si circumnaviga lentamente: grotte marine, fondali di quaranta metri di visibilità, gabbiani. Poi Porto Flavia: la galleria mineraria costruita nel 1924 a strapiombo sul mare, dove il minerale estratto veniva caricato direttamente sulle navi attraverso una condotta sul ciglio della falesia. Un'opera impossibile, perfettamente conservata.

Gastronomia del Sulcis a bordo

  • Carloforte — Tonno alla carlofortina, bottarga fresca, pasta con il mosciame, Carignano del Sulcis DOCG
  • Sant'Antioco — Couscous di pesce (eredità araba), cozze dello Stagno, pane carasau con olio sulcitano
  • A bordo — Pecorino sardo di Osilo, mirto di Sardegna, fregola con arselle, salsiccia sarda alla brace
  • Da acquistare — Bottarga di muggine di Cabras, miele amaro di corbezzolo, vino Vermentino di Sardegna DOC

Da Cagliari a La Maddalena:
il giro della Sardegna

Il MX-16 — ammiraglia di 55 piedi con due cabine matrimoniali e autonomia per traversate di alto mare — è l'unica barca che può trasformare il periplo della Sardegna in un'esperienza residenziale. Sette giorni, duemila chilometri di costa, dal Golfo degli Angeli alle Bocche di Bonifacio: un viaggio che molti sognano e che su un M-16 a diesel diventa non solo possibile, ma lussuoso.

ModelloMX-16 / M-16
Durata7 giorni
PartenzaCagliari
Miglia totali~400 mg
SpiritoAmmiraglia, extra-lusso
Giorni 1–2 Cagliari → Chia → Carloforte

Si salpa da Cagliari al mattino presto. Il Golfo degli Angeli con i fenicotteri, Nora e le rovine romane sull'acqua, le spiagge di Chia e Tuerredda nel pomeriggio. Il secondo giorno è per il Sulcis: Sant'Antioco, il periplo di San Pietro, la cena a Carloforte con il tonno e il Carignano. Notte in rada sull'isola.

Giorno 3 Pan di Zucchero → Porto Flavia → Costa Verde

Il Pan di Zucchero e Porto Flavia al mattino, poi la risalita verso nord lungo la Costa Verde: Piscinas con le dune più grandi d'Europa, la miniera abbandonata di Montevecchio che scende al mare, Torre dei Corsari. La Costa Verde è la Sardegna che nessuno conosce: nessun albergo, nessun ristorante, solo la macchia e il vento.

Giorno 4 Alghero — la Catalogna sarda

Quaranta miglia verso nord portano ad Alghero: la città catalana di Sardegna, dove si parla ancora il catalano medievale, le torri aragonesi cingono il centro storico e l'astice all'algherese è il piatto più famoso dell'isola. Ormeggio nel porto, cena sui bastioni al tramonto con le torri medievali illuminate.

Giorno 5 Capo Caccia e la Grotta di Nettuno

A pochi miglia da Alghero, Capo Caccia precipita sul mare con falesie di trecento metri. Alla base, la Grotta di Nettuno: una delle più grandi grotte marine d'Europa, visitabile con il tender attraverso un ingresso stretto che le barche più grandi non possono percorrere. L'interno è un mondo di stalattiti e laghi sotterranei. Il pomeriggio è per la Baia di Porto Ferro, deserta e protetta.

Giorno 6 Stintino e l'Asinara

La Spiaggia della Pelosa, a Stintino, è la copertina della Sardegna: sabbia bianca, acqua verde acquamarina, la Torre della Pelosa sullo scoglio. L'Isola dell'Asinara — ex carcere di massima sicurezza, oggi parco nazionale — si raggiunge con escursione guidata: i suoi asini albini pascolano liberi su una costa che nessuno ha trasformato da decenni.

Giorno 7 Santa Teresa di Gallura → La Maddalena

L'ultimo giorno risale verso le Bocche di Bonifacio: Santa Teresa di Gallura con la Torre di Longosardo, il vento che fischia tra gli scogli delle Bocche, la Corsica che si avvicina all'orizzonte. Si entra nell'arcipelago della Maddalena da nord, dal lato delle Bocche: il panorama più bello di tutto l'itinerario. Si ormeggia a Palau: il giro della Sardegna è completo.

"Il giro completo della Sardegna è uno dei viaggi più ambiti del Mediterraneo. Con il M-16 a diesel Volvo Penta, un solo rifornimento ad Alghero è sufficiente per completare l'intera rotta senza ansia di autonomia."
Il vademecum
del navigatore in Sardegna
Mag–Sett
Periodo ideale
Settembre è il mese d'oro: acqua calda, maestrale domato, ormeggi liberi e spiagge finalmente silenziose.
Maestrale
Il vento sovrano
Al nord può raggiungere i 30–35 nodi in piena estate. Al sud il libeccio è il vento da monitorare. Partenze sempre al mattino.
Parco
Aree protette
La Maddalena, Tavolara, Asinara: aree marine protette con limitazioni all'ancoraggio. Verificare normative aggiornate prima di ogni rotta.
16 isole
Arcipelago della Maddalena
Solo poche sono accessibili al pubblico. Alcune calette sono aperte solo in certi orari o periodi dell'anno per preservarne l'ecosistema.
AspettoSardegna del NordSardegna del Sud
TipologiaNavigazione insulare, arcipelago, scogli graniticiNavigazione di costa, spiagge lunghe, arcipelago sulcitano
AtmosferaJet set, parco nazionale, acque bicolori, mondano e selvaggioSelvaggio, silenzioso, storico; meno frequentato del nord
OrmeggiPorto Cervo, Palau, Cannigione: ben attrezzati e molto frequentatiCagliari, Sant'Antioco, Carloforte: buona disponibilità
Punti fortiSpiaggia Rosa, Cala Coticcio, Costa Smeralda, TavolaraTuerredda, Carloforte, Pan di Zucchero, Porto Flavia, Chia
GastronomiaSpaghetti all'astice, fregola, Vermentino di GalluraTonno carlofortino, bottarga, Carignano del Sulcis
Modello idealeMX-11 Spider, MX-12 Gran Sport, MX-13 Gran CoupéMX-12 Gran Sport, MX-14 Classic, MX-16 / M-16

La Sardegna
non si visita. Si naviga.

I Greci la chiamavano Ichnusa, «la sandalata», per la forma del suo profilo. I Fenici la scelsero come avamposto del Mediterraneo occidentale. I Romani la colonizzarono, i Saraceni la corseggiarono, i Piemontesi la governarono. Ma la Sardegna ha sempre guardato il mare con un'autonomia antica, come chi sa di non aver bisogno di nessuno per essere sé stessa.

Un Maxi-Rib Magazzù non porta i turisti in Sardegna: porta i navigatori. La differenza sta in dove si arriva — non al pontile del traghetto, ma alla Spiaggia Rosa di Budelli — e in come si arriva — non con centinaia di altri passeggeri, ma soli, o quasi, con i motori che si spengono nel silenzio di una cala che non ha nome sulle mappe.

La Sardegna è una delle isole più belle del Mediterraneo. Bisogna però meritarsela.