Da Capraia
alle Cinque Terre
Rotte esclusive nell'Arcipelago Toscano e in Liguria
C'è una leggenda che racconta come le isole dell'Arcipelago Toscano si siano formate dalle perle della collana di Venere, cadute nel Tirreno mentre la dea emergeva dalle acque. Elba, Capraia, Giglio, Giannutri, Pianosa, Montecristo, Gorgona: sette caratteri radicalmente diversi, sette modi di intendere il mare selvaggio.
Più a nord, oltre il Golfo della Spezia, le Cinque Terre aprono un capitolo completamente diverso: non più isole ma una costa verticale, scoscesa, dove i borghi si aggrappano alla roccia sopra un mare di un blu che cambia colore a ogni ora del giorno. Patrimonio UNESCO, raggiungibili via terra soltanto a piedi — ma da mare, in pochi minuti di navigazione, si aprono come una sequenza di scenari di bellezza impossibile.
Un Maxi-Rib Magazzù collega questi due mondi con la naturalezza di chi sa che il confine tra Toscana e Liguria, in mare, è soltanto una coordinata geografica.
"Navigare nell'Arcipelago Toscano su un Magazzù significa capire cosa vuol dire libertà vera: nessun traghetto, nessun orario, nessun compromesso tra dove si vuole andare e come ci si vuole arrivare."
Arcipelago Toscano:
le sette perle del Tirreno
Il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano è la più grande area marina protetta d'Europa. Sette isole di natura e storia stratificate: l'Elba napoleonica e balneare, Capraia vulcanica e selvaggia, il Giglio di granito rosa e gorgonie rosse, Giannutri a forma di mezzaluna con le sue ville romane sommerse, Pianosa piatta e commoventemente silenziosa, Montecristo inaccessibile e leggendaria, Gorgona custodia di un carcere agricolo ancora attivo.
Ognuna ha la propria personalità, ognuna impone una navigazione diversa. Capraia, l'unica isola vulcanica dell'arcipelago, è forse quella che ricompensa di più chi arriva in Maxi-Rib: le sue coste di lava nera e rossa sono accessibili soltanto via mare, in piccole calette che i traghetti di linea non conoscono. Cala Rossa con le scogliere ferrose che incendiano l'acqua di turchese, Cala dello Zurletto con le falesie a picco, Cala del Reciso con il suo arco naturale scavato nella roccia. Un museo geologico che si naviga.
Tappe imperdibili · Arcipelago Toscano
- Capraia · Cala Rossa — Scogliere vulcaniche ferrose che colorano l'acqua di turchese acceso; raggiungibile solo via mare
- Capraia · Cala dello Zurletto — Falesie a picco, fondale ricchissimo di posidonia e gorgonie; ideale per snorkeling d'eccellenza
- Elba · Fetovaia — La spiaggia più celebre dell'Elba, tra pini marittimi e macchia; di fronte la Secca di Fetovaia per immersioni
- Elba · Portoferraio — La Darsena Medicea con le sue mura cinquecentesche; le ville napoleoniche di Mulini e San Martino
- Giglio · Cala delle Cannelle — Sabbia bianca, colline di granito, acque di cristallo; raggiungibile solo via mare o con lungo trekking
- Giannutri — Villa romana di Domizio Enobarbo, grotte costiere, paradiso subacqueo con relitti di interesse storico
Cinque Terre e Golfo dei Poeti:
la costa verticale della Liguria
Le Cinque Terre non si capiscono dalla terra. I borghi di Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso al Mare sono progettati dalla natura per essere visti dal mare: le case colorate che si specchiano nell'acqua, i vigneti a terrazzamento che salgono verticali verso il cielo, le torri medievali che sbucano dagli scogli. La strada ferrata che li unisce — il celebre Sentiero Azzurro — è splendida, ma l'unico modo per vedere le Cinque Terre nella loro interezza è tenerle tutte e cinque nell'obiettivo di poppa, navigando lentamente lungo la costa.
A chiudere il capitolo ligure, a sud delle Cinque Terre, si apre il Golfo dei Poeti: la Spezia, Lerici dove Byron nuotò di notte fino a San Terenzo, e soprattutto Portovenere — il borgo-fortezza che Byron chiamò «il più bello d'Italia» e che Shelley usava come punto di partenza per le sue navigazioni notturne verso la Corsica. La Grotta Arpaia, il campanile a righe bianche e nere di San Pietro che domina lo scoglio: scenari che i due poeti romantici avrebbero apprezzato molto più su un Maxi-Rib che su una feluca.
Tappe imperdibili · Cinque Terre e Golfo dei Poeti
- Portovenere — La palazzata sul fronte mare, la Chiesa di San Pietro sullo scoglio, la Grotta Arpaia di Byron; il «sesto delle Cinque Terre»
- Riomaggiore — Il borgo più orientale, case alte e strette a picco sull'acqua; la Via dell'Amore inizia qui
- Vernazza — Considerata il borgo più bello: piccolo porto circolare, Torre del Belforte, chiesa di Santa Margherita d'Antiochia sull'acqua
- Monterosso al Mare — Il più grande, con la spiaggia di Fegina; il Gigante di tufo e la Torre Aurora visibili dal mare
- Spiaggia di Guvano — Nascosta tra Corniglia e Vernazza, raggiungibile solo via mare; acque smeraldo, nessuna folla
- Lerici · Golfo dei Poeti — Il castello medievale che domina il porto, le calette di San Terenzo, l'atmosfera dei grandi romantici inglesi
scegliere il modello giusto per ogni rotta
Le traversate verso Capraia dall'Elba (circa 45 miglia) e da Livorno (37 miglia) richiedono imbarcazioni con buone doti marine nelle condizioni di maestrale tipiche del Tirreno settentrionale. I modelli della Signature Collection offrono la stabilità e l'autonomia necessarie, mentre la Premium Collection è ideale per le rotte più ravvicinate — in particolare la fascia costiera delle Cinque Terre.
Livorno, Capraia e ritorno:
l'isola vulcanica in esclusiva
L'MX-12 Gran Sport è fatto per questo: divorare le trentasette miglia che separano Livorno da Capraia prima che il maestrale si ricordi di esistere, poi girare lentamente l'isola scoprendone ogni caletta inaccessibile ai traghetti. Il modello più sportivo della gamma Magazzù trasforma una traversata di alto mare in un'apertura adrenalinica, per poi rallentare e assaporare l'incontaminato.
Dal porto di Livorno si salpa prima che il vento di maestrale si consolidi. Le trentasette miglia fino a Capraia sono navigazione aperta, quasi ininterrotta: il MX-12 Gran Sport accelera fuori dalla diga e mantiene la velocità di crociera con una regolarità che convince. Il profilo vulcanico dell'isola appare dopo circa un'ora.
Si arriva da nord-est e si inizia la circumnavigazione in senso orario. La costa orientale è più riparata: si passa davanti all'allevamento di orate di Cala del Ceppo, ottimo posto per un primo bagno, poi si risale verso la Torre dello Zenobito che domina il promontorio meridionale. La costa occidentale è la più selvaggia: falesie di basalto colonnare, nessuna presenza umana, odore di macchia mediterranea.
Cala Rossa è il momento culminante della giornata: le scogliere di ferro ossidato, rossastre e nere, cadono nell'acqua creando un contrasto cromatico che sembra impossibile. Il fondale è tra i più ricchi dell'arcipelago. Si ancora, si tuffa, si nuota lentamente lungo la parete rocciosa. Non ci sono lettini, non ci sono bar: c'è soltanto il mare.
Il Porto Vecchio è il piccolo borgo a nord dell'isola, unico centro abitato. Da qui una strada panoramica di 800 metri sale al paese storico dominato dalla Rocca di San Giorgio. Si pranza in uno dei pochi ristoranti dell'isola — pesce freschissimo, vino bianco dell'Elba — in un'atmosfera da fine del mondo.
Prima del rientro, una sosta a Cala dello Zurletto: alte falesie, acqua verde smeraldo, colonie di gabbiani corsi sulle pareti. Lo snorkeling rivelato da questo fondale — posidonia intatta, cernie, polpi — giustifica da solo il viaggio.
Si salpa in anticipo per evitare il rinforzo pomeridiano del maestrale. La traversata di rientro con il sole basso e l'isola che si rimpicciolisce alle spalle è, paradossalmente, ancora più bella di quella di andata.
"Capraia era una colonia penale fino al 1986. Quarant'anni di isolamento forzato l'hanno conservata come un fondale marino: intatta, silenziosa, incomparabile."
Elba, Capraia e la costa etrusca:
weekend nell'arcipelago aperto
L'MX-13 Gran Coupé trova nell'Arcipelago Toscano il suo habitat naturale: le traversate di 20-40 miglia richiedono protezione dal vento e affidabilità nelle condizioni di maestrale, ma non rinunciano al piacere del mare aperto. Con Portoferraio come base logistica, questo itinerario abbraccia il meglio dell'Elba e raggiunge l'isola vulcanica di Capraia in una navigazione che vale da sola il viaggio.
Si salpa dalla Darsena Medicea di Portoferraio, il porto costruito da Cosimo I de' Medici nel Cinquecento, le cui mura bastionate scendono direttamente sull'acqua. Prima di lasciare il porto, una breve sosta: le ville napoleoniche dei Mulini e di San Martino sono a pochi minuti, e la storia dell'esilio dell'Imperatore aleggia ancora in ogni pietra di quest'isola.
Si costeggia il versante settentrionale dell'Elba, più ripido e meno frequentato. La Spiaggia delle Ghiaie, con i suoi ciottoli bianchi e l'acqua turchese a pochi metri dalla città, è uno dei contrasti più dolci dell'isola. Marciana Marina, il porto-presepe con le case color pastello, è la sosta ideale per un caffè.
Da Marciana Marina si punta verso nord-ovest: 45 miglia di Tirreno aperto fino a Capraia. La traversata, la più lunga dell'itinerario, è anche quella che regala le emozioni più intense: il silenzio del mare aperto, la progressiva scomparsa dell'Elba a poppa e l'apparizione lenta del profilo scuro e vulcanico di Capraia a prua.
Arrivo a Capraia nel pomeriggio. Si gira la punta meridionale e si punta verso Cala Rossa. Poi, poco più avanti, Cala del Reciso: l'arco naturale scavato dall'erosione nella roccia lavica è uno dei fenomeni geologici più spettacolari dell'intero Tirreno. Si naviga lentamente, si fotografa, ci si stupisce.
Ormeggio al Porto Vecchio. La sera a Capraia è un'esperienza rara: pochissime luci, poche voci, il cielo più stellato dell'arcipelago. Si cena nel piccolo ristorante del porto — cernia alla livornese, cinghiale della macchia — poi si torna a bordo mentre l'isola tace.
La mattina si sale a piedi fino allo Stagnone, il lago craterico al centro dell'isola: un piccolo specchio d'acqua dolce a 70 metri sul mare, circondato da vegetazione mediterranea incontaminata. Nel pomeriggio si rientra navigando lungo la Costa Etrusca, con sosta a Cala Violina — la spiaggia sabbiosa che «canta» calpestata — prima di rientrare a Portoferraio.
"Capraia è esposta allo scirocco, al maestrale e al libeccio: i tre venti del Tirreno. Pianificate la traversata consultando con attenzione le previsioni e scegliete la cala in funzione del vento dominante."
La Spezia, Portovenere e le Cinque Terre:
la costa verticale dal mare
L'MX-11 Spider è la scelta naturale per le Cinque Terre: un itinerario di costa ravvicinata, distanze brevissime tra un borgo e l'altro, acque protette dalle falesie. La sua anima open — aria sul viso, pozzetto generoso, nessuna barriera tra il navigante e il paesaggio — trasforma la costa ligure in un'esperienza sensoriale totale. In alta stagione, la barca permette di raggiungere Vernazza e Monterosso nelle prime ore del mattino, prima del turismo di massa.
Si salpa dal Porto Mirabello di La Spezia, la marina moderna che si affaccia sul Golfo dei Poeti. Già dall'uscita dal porto il panorama è di quelli che tolgono il respiro: a sinistra Lerici con il suo castello, a destra Portovenere che si avvicina mentre i motori portano la barca attraverso uno dei golfi più belli d'Italia.
Venti minuti di navigazione e Portovenere appare: la palazzata colorata sul fronte mare, le case torri medievali che scendono fino all'acqua, il campanile a righe bianche e nere di San Pietro sullo scoglio estremo. La Grotta Arpaia, dove Byron si rifugiava a scrivere, si apre sotto la chiesa. Si ormeggia al molo, si sale a piedi fino alla chiesa, si guarda il mare da sopra.
Si doppia Punta della Crocetta e si apre la costa delle Cinque Terre. Riomaggiore è il primo borgo: le case alte e strette a picco sulle rocce, dipinte di giallo e rosso, che si specchiano nell'acqua. Il porto è piccolo, le barche sono dei pescatori. Da mare si vede tutto quello che dalla terra è invisibile: la trama verticale di una comunità che vive sopra il mare da secoli.
Manarola è il secondo borgo: uno dei più fotografati d'Italia, con le case colorate che sembrano crescere dalla roccia. Tra Corniglia e Vernazza si nasconde la Spiaggia di Guvano — raggiungibile solo via mare — con un'acqua verde smeraldo e assenza totale di rumore. Si ancora, si nuota, si resta in silenzio.
Vernazza è il borgo più bello delle Cinque Terre: il porto circolare come una piscina, le case che lo circondano su tre lati, la Torre del Belforte e la Chiesa di Santa Margherita d'Antiochia che sembrano crescere direttamente dall'acqua. Si ormeggia o si ancora di fronte, si scende a terra, si pranza su uno dei tavoli affacciati sul porto.
Monterosso è il termine del percorso verso nord-ovest: il più grande dei cinque borghi, con una spiaggia vera, il Gigante di tufo visibile dal mare e un'atmosfera da resort elegante. Si fa l'ultimo bagno della giornata nella piccola cala a est del porto, poi si rientra verso La Spezia con il tramonto a poppa che colora di arancio tutta la costa.
"Le Cinque Terre in alta stagione sono inondate di turisti. Dal mare, all'alba, sono ancora dei pescatori, di chi coltiva i vigneti a terrazzamento e di chi sa dove andare."
Elba, Giglio e Giannutri:
il giro delle perle meridionali
L'MX-14 Classic è la barca pensata per chi vuole spazio, conforto e autonomia senza sacrificare la velocità: l'equipaggio allargato che vuole esplorare il versante meridionale dell'arcipelago — Elba, Giglio e la mezzaluna di Giannutri — trova nel Classic il compagno più adatto. Le distanze tra le isole richiedono traversate di 20-35 miglia, fattibili in mattinata con condizioni standard.
Marina di Scarlino, sul promontorio di Punta Ala, è uno dei punti di partenza ideali per l'arcipelago meridionale: marina moderna, servizi eccellenti, e una posizione strategica al centro della Costa degli Etruschi. Si fa cambusa, si sistemano le cabine, si cena a terra.
Venti miglia verso ovest portano all'Elba. Prima sosta a Fetovaia, la spiaggia più celebre dell'isola: sabbia chiara tra i pini marittimi, mare di un turchese da cartolina. La Secca di Fetovaia, a 400 metri dalla riva, è un sito di immersione leggendario: gorgonie rosse, barracuda, dentici. Nel pomeriggio si risale verso Capoliveri, il borgo arroccato sulla collina, e si ancora di fronte all'Innamorata.
Trenta miglia verso sud portano al Giglio. L'isola di granito rosa, con le sue acque ricche di gorgonie rosse e fondali tra i più belli del Tirreno, è un approdo di rara bellezza. Giglio Porto accoglie con le case colorate che circondano l'insenatura. Cala delle Cannelle, raggiungibile soltanto via mare o dopo un lungo trekking, ha la sabbia bianca levigata dal granito e un silenzio assoluto.
Quindici miglia a sud-est del Giglio, Giannutri è la più meridionale delle isole toscane: forma di mezzaluna, roccia calcarea bianchissima, due sole calette accessibili — Cala Maestra e Cala dello Spalmatoio. Sulle sue coste sommerse riposano i resti della villa di Domizio Enobarbo, nonno di Nerone, con le anfore ancora allineate sul fondale. Rientro a Marina di Scarlino nel pomeriggio.
Gastronomia dell'arcipelago
- Elba — Cacciucco alla livornese, polpo all'elbana, vini bianchi Ansonica e Vermentino DOC Elba
- Giglio — Bottarga di muggine, pesce alla griglia, Ansonaco del Giglio — il vino prodotto sui terrazzamenti granitici
- Capraia — Cernia alla livornese, totani in zimino, olio extravergine biologico di produzione locale
- A bordo — Pane di Piombino, pecorino di Maremma, olio extravergine toscano, vino rosso Morellino di Scansano
Da Portoferraio a Monterosso:
il Grand Tour del Tirreno settentrionale
L'MX-16 — o nella versione a diesel l'M-16 — è l'unica barca che può trasformare questo itinerario in una residenza mobile sul mare. Quattro giorni, due cabine matrimoniali, un percorso che tocca le isole toscane, risale la Costa Etrusca e chiude con la costa ligure delle Cinque Terre: nessun aereo, nessun hotel, nessun orario fisso. Solo il mare, ogni mattina, che promette qualcosa di diverso.
La prima giornata è dedicata all'Elba. 150 chilometri di costa si percorrono in senso orario: Portoferraio con la Darsena Medicea, le spiagge di sabbia bianca di Procchio e Biodola a nord, Fetovaia a ovest con la sua secca leggendaria, Porto Azzurro a sud con l'atmosfera da borgo spagnolo, Capoliveri e le calette orientali. Si ancora per la notte di fronte all'Innamorata.
Da Marciana Marina si apre la traversata più lunga dell'itinerario: 45 miglia fino a Capraia. Con il M-16 a velocità di crociera si arriva in meno di due ore. L'isola vulcanica accoglie con Cala Rossa e Cala del Reciso nel pomeriggio; la notte si passa al Porto Vecchio, nel silenzio assoluto dell'isola.
Da Capraia si punta verso la costa: la Costa degli Etruschi scorre a babordo con le sue torri medicee, i promontori di macchia, le calette di Cala Violina e delle Rocchette. Livorno a nord con il quartiere veneziano e il porto storico; Castiglioncello con le sue scogliere; una sosta nell'area protetta di Punta Ala per l'ultima notte toscana.
La navigazione risale verso nord: si entra nel Golfo della Spezia passando davanti a Lerici — le Streghe, le rocce multicolori, il castello medievale sul promontorio — fino a Portovenere. Il borgo di Byron e Shelley al tramonto è qualcosa che merita da solo il Grand Tour. Si ormeggia e si cena sulla palazzata.
L'ultimo giorno è tutto per le Cinque Terre: navigazione lenta, motori al minimo, la costa verticale che scorre a babordo come un film. Si ormeggia davanti a ogni borgo, si scende a terra, si risale. Monterosso al Mare è la conclusione: l'ultima spiaggia, l'ultimo caffè, la prua che si gira verso casa con la coscienza di aver visto uno dei tratti di costa più belli al mondo.
"Con l'M-16 a diesel, l'autonomia permette di percorrere l'intero itinerario con un solo rifornimento intermedio — a Livorno o a La Spezia — senza mai rinunciare alla velocità di crociera."
del navigatore
| Aspetto | Arcipelago Toscano | Cinque Terre |
|---|---|---|
| Distanze | 10–45 mg tra le isole; 37 mg Livorno–Capraia | Costa ravvicinata; 15 mg da La Spezia a Monterosso |
| Tipologia | Navigazione insulare, traversate di mare aperto | Navigazione costiera, scenari ravvicinati |
| Ormeggi | Portoferraio e Porto Azzurro ben attrezzati; Capraia limitato; Giglio da prenotare | Ormeggi scarsi nei borghi; La Spezia come base logistica |
| Punti forti | Natura incontaminata, fondali eccezionali, isole protette, snorkeling e immersioni | Paesaggio unico al mondo, gastronomia, borghi medievali, Patrimonio UNESCO |
| Modello ideale | MX-12 Gran Sport, MX-13 Gran Coupé, MX-14 Classic, MX-16 | MX-11 Spider, MX-13 Gran Coupé, MX-15 Gran Coupé |
Il Tirreno che
pochi conoscono
Chi conosce le Cinque Terre le ha viste dalla terra: i sentieri affollati, i treni pieni, le file ai bar. Chi conosce l'Elba le ha vissute con il traghetto: l'attesa, il porto, la spiaggia organizzata. C'è un'altra versione di questi luoghi, quella che si vede dal mare a bordo di un Magazzù, all'alba di un giovedì di settembre quando la stagione è finita e le acque sono ancora calde.
È la versione che appartiene ai navigatori, non ai turisti. Quella in cui Vernazza si scopre girando lentamente l'angolo di una falesia, e Capraia appare come un'isola di cui nessuno ha mai sentito parlare, e il Golfo dei Poeti è davvero poetico perché lo si guarda dall'acqua invece che da un parcheggio.
Un Maxi-Rib Magazzù non è un lusso aggiuntivo. È la chiave di accesso a questa versione del mondo.






